Ermengano, chi è costui?

Approfondendo la conoscenza della storia millenaria della mia città, abbeverandomi alle fonti documentarie, storiche e collezionistiche, oltre che umane, ancora presenti, sempre più spesso mi imbatto in personaggi ‘minori’ o semi sconosciuti, dei quali si sa poco o nulla, ma che sovente hanno lasciato, almeno nelle vestigia architettoniche esistenti, un segno vivo della propria presenza o del proprio passaggio, tra le pieghe dei secoli beneventani.

Come nel caso di Ermengano Sabariani.

Le notizie biografiche su questo tizio sono davvero sporadiche. Tutto ciò di cui disponiamo, però, lega fortemente il nostro protagonista all’avvento degli Angioini in Italia nella seconda metà del Duecento e, in particolare, alla battaglia di Benevento.

Ermengano Shabran, questo il suo cognome originario, pare fosse un potente e rispettabile cavaliere proveniente dalla Provenza. Giunge in Italia, al seguito di Carlo I d’Angiò, per combattere e debellare l’Impero svevo, secondo gli accordi politici e militari stabiliti dai francesi con lo Stato Pontificio. Dopo la vittoria del 26 febbraio 1266, per la sua affidabilità e fedeltà nei confronti del re vittorioso, Ermengano ottiene in dono la contea di Ariano.

Ma la nostalgia si sa, è come il vento. E la nostra terra, oltre ad essere ricca e magica, è soprattutto affascinante. Così, nel 1280, grazie alla consolidata floridezza economica ed al potere della signoria feudale, rinvigorito dallo sfruttamento delle concessioni regali, il nostro Ermengano si trasferisce qui a Benevento dove, oltre a volgarizzare il suo cognome prima in Shabrariani e poi in Sabariani, fa erigere un magnifico palazzo con attigua chiesa, dedicata a san Marco, vescovo di Bovino (Foggia) e protettore della sua famiglia, come si evince da un documento del 1288, riportato sulla lapide dedicatoria della chiesa:

Templum Divi Marci de Sabarianis

La famiglia Sabariani, accolta nel patriziato locale, gode di particolari privilegi, assumendo cariche pubbliche e fregiandosi dello jus patronatus sulla chiesa. Il terremoto del 5 giugno 1688 sconvolge completamente la città e, tra i tanti edifici colpiti e devastati, la chiesa crolla totalmente, senza possibilità di recupero.

Nel febbraio 2007, durante alcuni scavi per la posa in opera di cavi da parte dell’Enel, nella parte meridionale di piazza Sabariani sono stati rinvenuti i resti dell’antica chiesa di San Marco dei Sabariani, probabilmente del X secolo, precedente a quella fondata da Ermengano. A tre navate, con colonne di marmo, presentava 2 altari dedicati ai santi Marco e Domenico, con numerosi affreschi, forse completamente perduti, tra cui quello in cui si vede la Vergine adagiata e cinta dal braccio del Figlio.

Cripta, chiesa di san Marco dei Sabariani

Cripta, chiesa di san Marco dei Sabariani

Dopo incoraggianti visite guidate gratuite, proposte nel maggio del 2007, il sito è stato sigillato e rimane, tuttora, tristemente chiuso al pubblico, sotto una sbiadita passerella.

 

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