I primi docenti del Giannone

Il primo corpo docente del Liceo Classico Giannone, nell'anno scolastico 1861/62.

Il primo corpo docente del Liceo Classico Giannone, nell’anno scolastico 1861/62.

Tra le foto a me note di Benevento questa del 1862 è la più antica. Ritrae il primo corpo docente del Liceo Classico. La foto appartiene a una collezione privata.

Una scritta a penna posta sul retro elenca i docenti ritratti nella foto. Erano, partendo da sinistra: padre Luigi Tamburini, M. Cacciapuoti, Francesco Corazzini, Antonio Coppola, Michelangelo Monti, Luigi Romanelli, Giuseppe Ziccardi, Rosario Ciorio, Cosimo Orlando, Matteo Gubitosi, Domenico Cintolo e Biagio Beri. L’uomo seduto al centro, con i baffi e i pantaloni bianchi, era il preside Romualdo Bobba.

Il liceo classico è stato istituito il 10 ottobre 1861. È del tutto inopportuno far risalire la fondazione di questa scuola al 1810, giacché il liceo qui voluto dai francesi non ha avuto alcuna continuità con l’attuale istituzione scolastica.

In quel 1861, quando la scuola fu aperta, i docenti provenivano da varie parti d’Italia. Toscano era Francesco Corazzini, che grande ruolo ebbe nella vita culturale della città per un paio di decenni. Piemontese era invece il preside Romualdo Bobba. Nato a Cigliano (Vercelli) nel 1828, si era laureato in filosofia a Torino nel 1854. Iniziò la carriera di insegnante lo stesso anno a Voghera e nel 1860 fu nominato direttore del Reale Collegio di Fossano (Cuneo). L’anno successivo fu nominato preside del Liceo Ginnasiale di Benevento, e qui rimase ben sette anni, fino al 1868. In seguito il Bobba divenne docente di Storia della Filosofia prima all’Università di Padova e poi in quella di Torino. Morì nel 1905.

Durante il periodo della presidenza del Bobba, il 4 marzo 1865, fu emanato un decreto che imponeva di intitolare ogni liceo statale a qualche illustre personaggio. In genere all’uopo veniva scelta qualche gloria locale. Invece a Benevento la scelta cadde su Pietro Giannone. Di sicuro fu Romualdo Bobba a determinare questa scelta che, nell’ambiente clericale beneventano, fu accolto con sentimenti decisamente negativi. Ma nonostante i tentativi di ostracismo incontrati, e che sulla stampa del tempo ben si intuiscono, Bobba riuscì ad imporre il nome del filosofo napoletano che per i suoi scritti era stato scomunicato dalla Chiesa.

Certo per una città come Benevento, dovette essere uno schiaffo di quelli fermi. Ma perché il Bobba lo fece? Credo che uno dei motivi fu rimarcare il carattere laico della scuola statale che lui dirigeva perché, potrà sembrare strano, ma al tempo, la maggior parte delle famiglie beneventane continuava a mandare i figli a scuola dai preti e dalle suore.