L’Arco illustrato da Pallante

All’Arco di Traiano, soprattutto negli ultimi tre secoli, sono stati dedicati molti libri, stampe, incisioni e pubblicazioni varie. In genere si trattava di opere ben note agli studiosi, tranne una di cui, stranamente, si sapeva pressoché nulla: “L’Arco Traiano Illustrato” di Giuseppe Pallante. Quest’opera veniva citata nelle bibliografie ottocentesche ma, stranamente, nessuno, in tempi recenti, ne aveva mai visto una copia. Alfredo Zazo, nel compilare nel 1973 il suo Dizionario biobibliografico, supponeva che forse si trattasse di un manoscritto rimasto inedito e quindi disperso.

La soluzione dell’enigma è stata invece diversa. A differenza di quanto immaginato, l’opera del Pallante non consisteva in un opuscolo, bensì in due tavole litografate, che ho avuto la fortuna di ritrovate in due diverse collezioni private. Di questo ritrovamento ho dato notizia in un breve saggio apparso sulla rivista Samnium nel numero unico del 2009. Come è possibile vedere, dalle immagini che allego, si trattava di una formula illustrativa originale: composto il profilo architettonico dell’arco, negli spazi dei pannelli, invece di inserire l’immagine, veniva inserita la descrizione del pannello scultoreo. In tal modo, con queste tavole alla mano, guardando l’arco, un turista o uno studioso poteva agevolmente seguire la lettura dei diversi pannelli. Altra soluzione originale fu quella di inserire, nel vuoto del fornice, la fotografia ad albumina, opportunamente ritagliata, della facciata corrispondente dell’arco.

Giuseppe Pallante, L'Arco Traiano Illustrato, Lato Settentrionale, 1870 ca.

Giuseppe Pallante, L’Arco Traiano Illustrato, Lato Settentrionale, 1870 ca.

Le due tavole non portano date. La loro datazione è compresa in un intervallo che va dal 1865 al 1874. In quel 1865 fu riportato su Il Giornale di Napoli la notizia che il Pallante aveva intenzione di illustrare i principali monumenti del Sannio in litografia. Probabilmente di questa serie ha realizzato solo quelle dedicate all’Arco perché altre non ci sono giunte. Di sicuro le due tavole non possono essere posteriori al 1874 perché in quell’anno, il 16 febbraio, il Pallante morì nonostante avesse solo 46 anni.

Le due foto, anche per la presenza delle cancellate che ancora circondavano l’arco, sono probabilmente state scattate prima del 1870. Si tratta, quindi, a meno di future scoperte, delle foto più antiche a noi giunte dell’Arco di Traiano. Chi sia l’autore delle foto non è al momento ipotizzabile. Di sicuro era un fotografo napoletano, visto che a quella data a Benevento non c’erano ancora fotografi locali.

Giuseppe Pallante, L'Arco Traiano Illustrato, Lato Meridionale, 1870 ca.

Giuseppe Pallante, L’Arco Traiano Illustrato, Lato Meridionale, 1870 ca.

Ma chi era Giuseppe Pallante? Non ci sono molte notizie su di lui, se non che fosse un sacerdote e che era appassionato di archeologia. Probabilmente a Napoli era stato a contatto con il gesuita Raffaele Garrucci, massima autorità in materia in quel periodo. Giunse a Benevento a metà degli anni Sessanta, quando la vita culturale gravitava intorno alla Gazzetta di Benevento e al Liceo Giannone. Era il periodo di Enrico Isernia e di Francesco Corazzini. Quest’ultimo, nel 1867 fondò l’Accademia Beneventana, con lo scopo di favorire la conservazione dei materiali archeologici presenti in città. La prima notizia ritrovata a Benevento sul Pallante è che lui assunse la carica di segretario di questa accademia fondata dal Corazzini.

In seguito il Pallante intensificò i suoi contatti con gli ambienti dell’amministrazione centrale. Nel 1870 entrò a far parte della Commissione Archeologica istituita dal prefetto Raffaele Cassitto. Nel 1871 fu lui a disegnare lo stemma della Provincia di Benevento, quello con il toro che è tuttora vigente. Nel 1873, quando il prefetto Angelo Cordera fece deliberare l’istituzione del Museo del Sannio, nel suo discorso all’Amministrazione Provinciale fece anche il nome del futuro direttore: Giuseppe Pallante. In realtà il Pallante non ha mai avuto questo ruolo perché l’anno dopo morì, molto prima quindi che il museo fosse realmente istituito.