Le vie degli eroi

All’indomani della prima guerra mondiale, si procedette a una decisa revisione della toponomastica del centro storico. Molte strade, fino a quel momento, avevano nomi generici, derivanti dalla presenza di una chiesa o di un palazzo nobiliare. Con questa revisione, molti nomi furono sostituiti con altri di personaggi dei quali andava onorata la memoria. Alcuni erano nomi storici, altri di politici del periodo più recente.

Tra i personaggi di cui onorare la memoria c’erano anche i beneventani caduti nella grande guerra. Furono almeno sei i caduti ai quali fu dedicata una strada: Luca Mazzella, Stanislao Bologna, Luigi De Martini, Raffaele Pellegrini, Erik Mutarelli e Pasquale De Iuliis. Credo che il criterio adottato fu di intitolare loro la via nella quale erano nati o che comunque si legava alla loro vita. Almeno per un paio di casi sono certo di ciò.

Luca Mazzella apparteneva alla nobile famiglia originaria di Vitulano che, alla fine dell’Ottocento, si trasferì a Benevento acquistando il palazzo Pacca. A lui fu quindi dedicata la strada laterale al palazzo in cui nacque, nel 1894, e che prima era chiamato largo Pacca. Morì il 20 giugno del 1918 sulle vette del Trentino.

A Stanislao Bologna fu dedicata una traversa del corso prima chiamata via del Carmine. Si tratta della traversa subito dopo la chiesa di Sant’Anna, dove una volta era il convento del Carmine e che ora è occupata dalla caserma della Guardia di Finanza.

Lungo questa strada, subito dopo aver superato la caserma della Finanza, sulla destra si apre una piazzetta che fu anch’essa intitolata a un caduto di guerra: Luigi De Martini. Il De Martini di sicuro non era nato qui, in quanto il palazzo di famiglia era, ed è, in via San Filippo. Qui invece aveva sede l’attività del padre, la famosa tipografia De Martini, iniziata proprio dal nonno del giovane caduto in guerra che come lui si chiamava Luigi.

Salendo per il corso, in una traversa sulla sinistra si trovava la casa natale di Erik Mutarelli, e a lui fu infatti dedicata la via che ora porta il suo nome. Nato a Benevento nel 1894, morì a S. Caterina di Gorizia il 12 febbraio 1917. Questa strada, prima di questa intitolazione, era chiamata via de Cillis, dal nome del palazzo nobiliare che è su questa strada.

Continuando a salire per il corso, sulla destra si trova la traversa che conduceva al vecchio tribunale, sito nell’ex convento di San Domenico. Per questo motivo la strada era chiamata via delle Assisie. Fu poi intitolata al sottotenente di fanteria Raffaele Pellegrini, morto in un ospedale di campo per le numerose ferite riportate il 12 agosto del 1915. Le sue spoglie riposano a Turriaco, presso Pordenone.

Infine, giunti al termine del corso, una traversa sulla sinistra, tra palazzo Roscio e la Camera di Commercio, è intitolata a Pasquale De Iuliis. Una volta era chiamata via Giardini. Anche De Iuliis, nel 1916, sacrificò la sua vita per la prima guerra mondiale.

parata

Sono da ricordare, ovviamente, anche le strade intitolate a caduti della seconda guerra mondiale. A loro furono intitolate le nuove strade realizzate di fronte al Duomo, dopo la ricostruzione post bellica: Ennio Goduti, Giuseppe Pasquali, Michele Mattei e Franco Pepicelli, quest’ultimo fucilato dai nazisti nelle Fosse Ardeatine.

Infine, il primo tratto di quella strada, da tutti chiamata via Valfortore, è intitolata a Francesco Paga. Originario di Pietrelcina, fu trucidato nel 1961 nel Congo belga, insieme ad altri 12 aviatori italiani. Facevano parte di un contingente di Caschi Blu inviati dall’Onu per ristabilire l’ordine nel paese allora sconvolto dalla guerra civile.