Quattro sorelle, quattro regine

Una storia ben nota, ma che ora val la pena ricordare in occasione delle celebrazioni per i 750 anni della battaglia di Benevento. Una storia che ruota intorno alla figura di Beatrice di Provenza, moglie di Carlo I d’Angiò.

Beatrice era la quarta figlia nata dal matrimonio tra Raimondo Berengario IV e Beatrice di Savoia. Il Berengario, conte di Provenza, ebbe quattro figlie e tutte quattro divennero regine. La prima di esse fu Margherita, che andò in sposa a Luigi IX, re di Francia, re che fu anche proclamato santo da Bonifacio VIII nel 1297. L’ultimo fratello di Luigi IX era Carlo d’Angiò, a cui fu data in moglie Beatrice, e che divenne re di Sicilia nel 1266, dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento.

Beatrice di Provenza, in una statua del XIII secolo, proveniente da una chiesa di Marsiglia.

Beatrice di Provenza, in una statua del XIII secolo, proveniente da una chiesa di Marsiglia.

Anche le altre due sorelle, Eleonora e Sancha, sposarono due re, che erano anche fratelli tra di loro. Eleonora sposò Enrico III, re d’Inghilterra, mentre Sancha sposò il fratello minore, Riccardo di Cornovaglia, che nel 1257 divenne Rex Romanorum, titolo che in realtà era quello che spettava all’imperatore del Sacro Romano Impero, ma che dopo la morte di Federico II e del figlio Corrado IV, si restrinse alla sola Germania, dato che il titolo di re di Sicilia fu assunto da Manfredi di Svevia.

Quattro sorelle, sposate a quattro re, non è cosa che capiti tutti i giorni. Secondo alcune fonti, l’artefice di questi matrimoni ben combinati, fu Romeo di Villanova, figura a tratti leggendaria. Secondo il Villani, era un oscuro pellegrino che, di ritorno da Santiago di Compostella, era entrato al servizio di Raimondo Berengario, dando tali prove di capacità da divenirne ministro e gran siniscalco. Tuttavia, per l’invidia di altri baroni provenzali, lasciò la corte provenzale povero come vi era arrivato. Anche Dante, riprendendo questa leggenda dal Villani, lo cita nel VI canto del Paradiso: “Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina, / Raimondo Beringhieri, e ciò li fece, / Romeo, persona umile e peregrina”.

Questo incrocio di parentele, fra case regnanti, non deve sorprendere più di tanto, visto che al tempo era la norma. I matrimoni erano combinati per ragioni politiche e gli sposi erano costretti a sposarsi spesso in tenerissima età. I personaggi citati erano imparentati anche con la casa regnante di Svevia, con intrecci di parentele in cui non sempre è agevole muoversi.

Partiamo da Federico II. Il suo primo matrimonio, quando aveva appena quattordici anni, fu combinato con Costanza di Provenza, zia paterna di Raimondo IV Berengario. Fu proprio nell’occasione di questo matrimonio, che si svolse in Sicilia nel 1208, che il padre di Raimondo IV morì, a Palermo, per una epidemia in corso.

Costanza non fu regina per molto, perché morì nel 1222. Federico II in terze nozze, sposò Isabella d’Inghilterra, sorella di Enrico III e di Riccardo di Cornovaglia. L’imperatore divenne quindi cognato di due figlie di Raimondo IV Berengario.

Ma torniamo all’ultima figlia di Raimondo IV, Beatrice. Sua madre era una Savoia e si chiamava anche lei Beatrice. Era sorella di Amedeo IV di Savoia, che ebbe una figlia alla quale mise nome Beatrice. Questa terza Beatrice, all’età di 24 anni, dopo essere rimasta vedova di Manfredo III di Saluzzo, fu data in moglie a Manfredi di Svevia, che all’epoca aveva dieci anni meno di lei.

Pertanto, Beatrice moglie di Carlo D’Angiò e la Beatrice, prima moglie di Manfredi di Svevia, erano cugine di primo grado. All’epoca della battaglia che costò la vita allo svevo, Beatrice prima moglie di Manfredi era già morta, e Manfredi si era risposato con Elena d’Epiro.

Proprio dal matrimonio tra Manfredi e Beatrice di Savoia era nata quella figlia di nome Costanza, che il padre aveva fatto sposare con Pietro III d’Aragona. Si trattava della Costanza che anche Dante cita nel III canto del Purgatorio quale “genitrice de l’onor di Cicilia e d’Aragona”.

Costanza, figlia di Manfredi, ebbe un rilievo notevole, nella storia successiva, perché riuscì a riconquistare la Sicilia, dopo la rivolta del 1282, nota come Vespri Siciliani e a portarla nel dominio aragonese. Da sottolineare che fu l’unica a continuare la discendenza degli svevi, che ancora oggi esiste nel ramo spagnolo dei Borbone.

Se siete giunti fin qui a leggere, avrete sicuramente capito che Beatrice, moglie di Carlo d’Angiò, e ultima delle quattro sorelle a diventare regina, vi riuscì per la morte di Manfredi, che era stato marito di sua cugina. Ma non lo rimase per molto. L’anno dopo, esattamente il 23 settembre del 1267, Beatrice di Provenza morì a Napoli, all’età di 33 anni.

Beatrice, nel quadro di Bezzuoli dedicato al ritrovamento del corpo di Manfredi. La futura regina è rappresentata a cavallo, mentre il marito Carlo d'Angiò la prende per un braccio e con l'altra mano le indica il corpo dello svevo.

Beatrice, nel quadro di Bezzuoli dedicato al ritrovamento del corpo di Manfredi. La futura regina è rappresentata a cavallo, mentre il marito Carlo d’Angiò la prende per un braccio e con l’altra mano le indica il corpo dello svevo.