San Tommaso d’Aquino e Benevento

Nel monastero domenicano di Benevento, fondato da Roffredo Epifanio, studiò da giovane un personaggio di grande rilievo, Guglielmo da Tocco, che è ricordato soprattutto per essere stato il postulatore della canonizzazione di San Tommaso d’Aquino, la cui ricorrenza cade oggi 28 gennaio.

Originario di Tocco Caudio, di lui si hanno scarsissime notizie biografiche e non sappiamo se appartenesse alla famiglia del famoso giurista Carlo da Tocco. Nato intorno alla metà del secolo, con ogni probabilità, in base alle cronologie note, era a Benevento, nel monastero domenicano, durante la famosa battaglia tra Manfredi di Svevia e Carlo d’Angiò del 26 febbraio 1266. Tra il 1272 e il 1274 ebbe modo di incontrare Tommaso d’Aquino nel convento di San Domenico Maggiore a Napoli e di assistere alle sue lezioni. Di questo stesso convento divenne priore nel 1289.

Nel 1291 fu vicario del convento di Benevento e ne divenne priore nel 1297. Tra il 1292 e il 1300 svolse a più riprese la funzione di inquisitore nel Regno di Sicilia, ricevendo, nel gennaio 1300, la nomina di inquisitore generale. Nell’esercizio di tale funzione Guglielmo ebbe scontri con il re Carlo II d’Angiò, anche se si ignorano le cause del conflitto. Forse per questo motivo si allontanò dalla vita pubblica, visto che non si hanno sue notizie fino al 1317.

San_tommaso

San Tommaso d’Aquino in un affresco del Beato Angelico.

In quell’anno, il capitolo provinciale dell’ordine domenicano, riunito a Gaeta, affidò a lui e a Roberto di Benevento il compito di promuovere la canonizzazione di Tommaso d’Aquino. Svolse con grande scrupolo il compito, che lo tenne impegnato negli ultimi anni di vita. Raccolse documenti e testimonianze dirette, anche dei parenti ancora viventi, che gli furono utili per redigere la Ystoria sancti Thomae de Aquino.

Insieme al confratello Roberto di Benevento, compì due viaggi ad Avignone, uno nel 1318 e uno nel 1321, per consegnare le documentazioni al papa Giovanni XXII. Non era presente ad Avignone il 18 giugno del 1323, quando ci fu la proclamazione della santità dell’aquinate, forse per problemi di salute, visto che morì a Napoli nell’agosto di quell’anno, dopo aver apportato le ultime modifiche al suo manoscritto sulla storia dell’aquinate.

Da segnalare che la sua Storia di San Tommaso d’Aquino è stata per la prima volta tradotta in italiano solo lo scorso anno e pubblicata a settembre per i tipi della Jaca Book. Il volume, curato da Davide Riserbato, contiene la traduzione integrale dell’opera, condotta sulla base del testo dell’edizione critica curata da Claire le Brun-Gouanvic.

libro